di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Il mondo della composizione diretta a supportare l’immagine ha sempre dato soddisfazioni e lustro al nostro paese, ma fuori dai soliti nomi (Morricone e Piovani, per citare i più celebri), pochi frequentano questi territori per pura passione d’ascolto. È anche vero che non è facile scrivere per commentare le immagini, e creare le stesse emozioni dopo averle tolte dal campo visivo; e pure Andrea Bandel (compositore di colonne sonore per film e documentari) possiede questo dono. La dimostrazione è proprio nel suo nuovo album Eight Fingers: «Ho sempre scritto musica per immagini. Un connubio che avverto spontaneamente nel momento della composizione. I brani di questo disco sono una contaminazione di vari generi musicali, una sorta di polistilismo che fa da motore alle più svariate forme musicali. A me piace definirla “musica per gli occhi” perché ognuno di noi può evocare il proprio vissuto, adattandolo a ciò che ascolta». Accompagnato da Alexander Zyoumbrovsy (violoncello), Giovanni Mirolli (violino), Alberto Pederneschi (batteria e percussioni) e dagli accorti ma sapienti interventi dei sax tenore e soprano di Felice Clemente, Bandel costruisce un disco pieno di sorprese sonore, tra echi di classica e incursioni nel jazz, dove l’eclettismo dei musicisti ha modo di elevarsi nelle innumerevoli sfu-mature timbriche, melodiche e ritmiche.

Eight Fingers
Andrea Bandel Ensemble with Felice Clemente
Decam, distr. Edel