di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Ubicati per convenzione sul lato destro dell’orchestra, in posizione defilata, i contrabbassi si stagliano alti al di sopra degli altri strumenti ad arco, quasi a prendersi il ruolo di “paterni controllori”, forse anche per via di quel loro caratteristico suono basso, che può far pensare alla voce di un bonario patriarca. Eppure, in mano a musicisti veramente capaci, anche strumenti che all’apparenza possono risultare limitati si animano d’altra vita suonando con “voce diversa”, abbattendo le inutili barriere della convenzione. Probabilmente quasta piccola analisi può risultare pretenziosa, ma in Sextet la mano compositiva e di musicista di Giuseppe Ettorre porta il contrabbasso a perlustrare inconsuete “voci”.
Primo contrabbasso dell’Orchestra e della Filarmonica della Scala dal 1991, il musicista ravennate raccoglie intorno a sé altri cinque professionisti della classica come Alessandro Serra e Roberto Parretti (contrabbasso), Luisa Prandina (arpa), Claudia Foresi (pianoforte) e Giuseppe Cacciola (batteria), e confeziona diciassette tracce che si legano a sonorità molto diverse, dal jazz al pop per sconfinare nella world music e ovviamente in accenni classici. Lo stesso Ettorre ci spiega il lavoro: «Evanescente è il tentativo di cambiare la propria curva spazio-temporale se non si percepiscono le discontinuità in essa presenti, varchi di infinitesima durata e portali di accesso a realtà asimmetriche e parallele, in cui è necessario gettarsi se si vuole deviare il flusso naturale e parzialmente predestinato della curva la quale, alterando in tal modo i rapporti di causa-effetto futuri, modifica le curve dei soggetti che con essa interagiscono modificandole a loro volta ed innescando un “loop” dagli effetti tanto imprevedibili quanto artisticamente stimolanti. Questo è Sextet». Forse è una spiegazione fin troppo complessa per un disco a cui si deve dedicare attenzione in fase d’ascolto, ma che nel contempo risulta affascinante per la varietà compositiva a cui viene sottoposto il contrabbasso nella ricerca di toni non consueti, che spingono le suggestioni sonore a vagare tra temi in stile bachiano, progressive e folk.
Sextet
Giuseppe Ettorre
Decam-TDD, distr. Edel
