di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Che cosa sia “il grande abarasse” rimane un mistero, che forse nemmeno John De Leo può spiegare. O forse non lo vuole fare, perché la magia sta nell’introdursi all’interno del mondo delineato dai 10 brani del suo nuovo album, e iniziare a immaginare. Iscritto all’anagrafe come Massimo De Leonardis, il poliedrico musicista-cantante-compositore romagnolo (che ha iniziato la carriera nella band dei Quintorigo), accostato a nomi quali Demetrio Stratos e Cathy Berberian, per sottolineare la versatilità della sua voce. Come tutti i paragoni anche questi non rappresentano l’arte vocale di John, anche soltanto per il fatto che lui si confronta con una realtà del tutto diversa, quella che scaturisce da, per l’appunto, Il grande abarasse.
Un disco composto come un concept album, ambientato in un ipotetico condominio dove ogni brano corrisponde a uno dei suoi appartamenti, in uno spazio temporale appena precedente a un evento importante per tutti gli abitanti (che si intuisce possa essere una qualche esplosione), nel quale i brani si snodano attraverso vari generi: la canzone d’autore, il jazz, la musica elettronica, l’indie rock e la classica. È lo stesso De Leo che ci spiega la presenza di “echi classici” in questo album: «Devo premettere che la mia attività artistica parte dalla musica popolare, ma tra le componenti che innesto nelle canzoni compare anche una percentuale di classica e di classica contemporanea. In questo mio ultimo lavoro ci sono senz’altro i retaggi di un recente studio sulle musiche di Nino Rota, rielaborazioni timbriche che prendono spunto da composizioni di Gérard Grisey, che sperimento in alcune tracce nascoste del cd. Inoltre, pur non essendo pianista, ho sempre amato certe peculiari figure ritmiche presenti nei temi più noti di Satie, che contaminano il breve componimento da camera Primo Moto Ventoso». Un lavoro intenso e multiforme, che va letto attraverso innumerevoli piani interpretativi e sonori. Merito anche della presenza, al suo fianco, di una compagine di musicisti di primissimo ordine: Silvia Valtieri e Fabrizio Tarroni fra gli altri, la partecipazione in alcuni brani dell’Orchestra Filarmonica di Bologna e di Uri Caine, al pianoforte, in The Other Side of a Shadow.

Il grande abarasse
John De Leo
Carosello Records, distr. Carosello con Artist First