di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Non illudetevi: il 2013 non sarà l’anno della svolta, non almeno quella positiva che tutti auspichiamo. Continuano a cercare di costringerci a consumare senza vivere, scegliere tra occupazione e salute, e a pensare che non può esserci lavoro senza criminalità. «Voi divertitevi, ammalatevi e fate debiti… il resto è cosa nostra!». Dura analisi: ma è meglio conoscere cosa bisogna combattere. Ma i lati positivi sono visibili: nel mondo culturale si respira aria nuova, con una nuova generazione di artisti che vuole mettersi in gioco e cambiare questo scenario di palude nebbiosa che si prospetta nel futuro. Può darsi che i Controfase non abbiano l’ambizione di cambiare il mondo con la loro musica, sta di fatto però che con il disco Rispettabili criminali e comuni mortali danno della società che stiamo vivendo una descrizione precisa, feroce e drammatica. Provenienti da esperienze diverse, i cinque componenti della band Pietro Frigato (voce), Marco Ober (sound engineering), Andrea Beggio (electronics, live electronics, bass guitar), Emanuele Zottino (electric guitarglockenspiel, object), Barbara Schindler (harp), fondono la ricerca contemporanea con l’elettronica e il post-rock, creando sonorità che riempiono lo spazio. Si aggiunge a essa una scrittura testuale che non ha nulla a che vedere con la forma tipica delle canzoni, ma si affida più al parlato.
Autore dei testi è Pietro Frigato, ricercatore di economia politica e autore di numerosi saggi, che impetuosamente dipinge l’esperienza della società contemporanea con tinte fosche, usando anche alcuni estratti dagli scritti di David Michaelis, Elias Canetti e Luciano Gallino, e utilizzando – come dicono i Controfase presentando il disco – «uno stile prosodico e di una grana vocale imponenti, marmorei, glaciali». Il titolo stesso dell’album spiega molto: «un mondo spaccato in due, diviso in “buoni e cattivi” come in un buon vecchio film western: da una parte i “rispettabili criminali”, espressione dei poteri forti, dall’altra i “comuni mortali”, soli, schiacciati dal grande ingranaggio, spaesati, inermi». Un lavoro, questo, che senza ombra di dubbio è uno dei più interessanti dell’anno appena passato.

Rispettabili criminali e comuni mortali
Controfase
http://www.controfase.it