di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

In effetti prima dell’arrivo dei film di Emir Kusturica, e con questi di Goran Bregović (fine anni ’80), della musica balcanica pochi si erano accorti. Poi è stato un fiorire di interesse, fin smodato, per questo genere, tanto da non poter organizzare una festa senza chiamare un complesso che proponesse arrangiamenti di origine slava. Ci è voluta l’irriverenza del gruppo Elio e le Storie Tese per far intendere a molti che l’“abbuffata” forse doveva terminare: «La musica balcanica ci ha rotto i coglioni, è bella e tutto quanto ma alla lunga…», così cantavano nel brano Complesso del Primo Maggio (2013).
Quella di Elio e della sua band può essere letta come una provocazione goliardica, ma in effetti un senso di insofferenza lo si avvertiva in modo tangibile. E così, forse anche per questo, i musicisti che hanno il coraggio di confrontarsi con il pubblico, incontrandolo in strada, certe percezioni le colgono al volo. Il gruppo dei Nema Problema di questa rara pasta sono fatti. Avendo una storia “on the road”, e soprattutto essendo dei sopraffini musicisti, hanno capito che per essere al passo con i tempi solo la cifra della musica balcanica non poteva più bastare, così si sono rimessi in gioco.
Formatasi nel 2004, la band milanese nella sua formazione al completo conta un sax contralto (Davide Marzagalli), un tenore (Michele Obizzi), due trombe (Luca Grazioli, Edoardo Tomaselli), chitarra e flicorno tenore (Fabio Marconi), tuba (Carlo Coppadoro) e batteria (Lucio Sagone). Nei suoi dieci anni d’attività ha inciso quattro album, contando anche Homo Musicus, uscito l’anno scorso. Ed è proprio con questo ultimo lavoro che la band sposta il “tiro” verso influenze nuove, dove i suoni balcanici vengono accompagnati, mischiati, fusi con altre sonorità, generando pezzi con alchimie funkeggianti stile anni ’70 (Poing), di sapore mediorientale (Ballad), swing (Boogie Stop Shuffle) e irriverenti rivisitazioni classiche (Il Barbiere di Siviglia). Un’ultima citazione meritano i disegni di Andrea Reali che arricchiscono la copertina (e che potete apprezzare nell’illustrazione qui a fianco) di uno dei dischi più interessanti e riusciti dell’anno appena trascorso.

Homo Musicus
Nema Problema
prodotto in proprio, 2014