di Riccardo Santangelo

Non sono mai stato un cacciatore. Ma neanche una preda. E ora non riesco a capire cosa ci faccio legato a questo termosifone. L’ultima cosa che ricordo sono i suoi passi che si allontanavano. Ma non mi ricordo di averla vista andare via. Quella colonna, quella maledetta colonna, non mi ha permesso di vedere quando ha aperto la porta e se ne andata. Sono sicuro che l’abbia chiusa con grazia, senza sbatterla, accompagnandola. Ed è stato proprio per questo che l’ho notata. Per la sua armonia, il suo modo di camminare timido, la sua calma in tutti i gesti che compiva. Così mi sono messo nel mezzo, in quella terra che sta tra il cacciatore e la preda. Aspettando che le situazioni si creassero.
Ci volle poco, e tutto successe. Gli incontri sempre meno casuali e la voglia di farsi accompagnare a vicenda nei disguidi della vita. Per cui si passavano serate intere a raccontarsi i propri dispiaceri, presenti e passati. A volte ci raccontavamo anche i piaceri. Una specie di terapia senza medico, autogestita, in cui ognuno cercava di stare equidistante dall’altro, per non cadere nell’ovvietà dell’amore.
E ci cademmo. Non ricordo se fossi stato io o lei. Ma penso che sia stata lei, perché io non sono mai stato ne cacciatore ne preda. Insomma uno che evita di prendere decisioni. E sicuramente la scelta di venire legato a questo termosifone non l’ho presa io.
Ora che la luce del primo giorno filtra dalle finestre, riesco a scorgere almeno quel poco che la stanza offre. Una scrivania rovesciata, calcinacci addossati a un muro, fili penzolanti dal controssoffitto in alcune parti spaccato, e la maledetta colonna. E io come potevo essere capitato in quel luogo, che a memoria non riconoscevo. Avrei dovuto ricordare per mettere insieme gli eventi e spiegare l’accaduto. Ma non ricordavo.
La luce nella stanza iniziava ha essere più forte. Il sole si faceva largo tra le nuvole di quest’inverno mite. A stare in quella scomoda posizione in cui le manette mi obbligavano, il corpo aveva iniziato a indolenzirsi. Cercai di trovare una posa più comoda. O almeno diversa.
Fu così che trovai il biglietto poggiato sul termosifone. «Sono andata a prendere la colazione. Non ti ho svegliato. Tu non avresti mai deciso di farlo». Ora potrei ricordarmi tutto… ma non sono sicuro che tornerà.