di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Per quanto possiamo sforzarci, noi uomini non riusciremo mai a comprendere fino in fondo l’animo femminile. Sicuramente per una questione genetica e chimica, ma anche per il mondo sociale che ci divide, che con immani sforzi si vuole avvicinare, a dispetto di una consuetudine becera di prevaricazione. Pochissime a confronto degli uomini (e anche poco note al grande pubblico), sono le compositrici classiche che la storia della musica ci ha consegnato. Nell’ambito della popular music i conti vanno un po’ meglio. In ogni modo questa è una mancanza che ci ha portato ad avere pochi elementi di paragone (se non quelli mutuati dal mondo maschile), per cogliere a pieno l’universo compositivo di una donna.
Di certo non si può pretendere che un unico elemento possa risultare esaustivo, ma ascoltando Room 2401, il nuovo disco della giovane (27 anni) compositrice e pianista toscana Giulia Mazzoni, uno squarcio nella costruzione artistica femminile lo si può intuire. Lei spiega: «Room 2401 è la declinazione materiale di un concetto spirituale. È il luogo dove ognuno di noi si ritrova con i propri sogni, speranze e ricordi ma anche con le proprie paure, ansie, insicurezze». E la Mazzoni nei tredici brani (più tre bonus track) che compongono l’album ci porta all’interno delle sue “stanze”, attraverso una visione della composizione in cui si percepisce un tocco. Registrato all’interno della Sacrestia Vecchia nella chiesa di San Marco in Brera a Milano le sonorità del disco risentono molto di questa scelta, creando una resa sonora particolare: «Le altezze della Sacrestia, i riverberi naturali che si creavano hanno donato al suono il pathos e l’interiorità che stavo cercando». Un’altra caratteristica peculiare dell’album è la collaborazione di Michael Nyman come esecutore, insieme a Giulia, del brano The Departure (riarrangiato dal compositore inglese per due pianoforti proprio per l’occasione). Room 2401 rientra nella vasta schiera (ormai forse troppo inflazionata) del genere “pianismo contemporaneo classico”, ma in esso presenta una visione della musica particolare, che attraverso la scrittura e il tocco delicato e onirico della Mazzoni ci permette di intravedere i pensieri dell’altra metà del cielo.

Room 2401
Giulia Mazzoni
Sony, 2016