di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Certo non è un mistero che la buona musica sia fatta da artigiani. Da persone che lavorano, quasi sempre nell’ombra, per un risultato che non porterà il loro nome. È successo per The Funk Brothers, gruppo di studio che ha reso memorabili la maggior parte dei successi targati Motown. Oppure per la Muscle Shoals Rhythm Section, comprimari fondamentali per i dischi di personaggi come Rolling Stones, Aretha Franklin, Wilson Pickett, Joe Cocker, Paul Simon, Rod Stewart, Cat Stevens. In Italia si potrebbe citare Giulio Libano, arrangiatore e direttore d’orchestra, che ha contribuito a lanciare Mina, Adriano Celentano, Tony Dallara e Johnny Dorelli, ma anche collaboratore di Nicola Arigliano, Dalida, Françoise Hardy, Petula Clark e Chet Baker. Alla categoria degli “artigiani della musica” apparteneva Fausto Mesolella, chitarrista, compositore e arrangiatore italiano, morto lo scorso 30 marzo nella sua casa di Macerata Campania. Forse a molti il suo nome è poco conosciuto, ma Mesolella è stato il chitarrista, e una delle anime musicali, della Piccola Orchestra Avion Travel (nota anche solo come Avion Travel e vincitrice, tra le molte altre cose, del Festival di Sanremo 2000), che nel frontman Peppe Servillo ha il volto più noto.
Nato a Caserta nel 1953, Fausto già a 12 anni impegnava l’ora di ricreazione del convitto in cui studiava, per suonare la chitarra. Esercizio che lo portò pochi anni dopo a militare in diversi gruppi, fino ad arrivare all’orchestra di Augusto Martelli nella prima metà degli anni ’70. L’entrata negli Avion Travel, segnò il punto di svolta della sua carriera. Dal 1986 con il gruppo campano ebbe modo di innovare la tradizione della musica popolare della sua terra, ma anche di interagire in contesti diversi, come la collaborazione con Arto Lindsay (uno dei padri della no wave newyorkese), e il teatro, segno distintivo dei loro spettacoli dal vivo. Ma Mesolella ha ricoperto anche ruoli meno “visibili”: è stato produttore e collaboratore di molti colleghi, come Giorgio Conte, Nada, Andrea Bocelli, Gian Maria Testa, Fiorella Mannoia, Patrizia Laquidara, Alessandro Mannarino; ma anche autore di colonne sonore per teatro e cinema (quella per il film Lascia perdere Johnny!, di Fabrizio Bentivoglio).