di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Libri)
Quando si dice “che nulla sarà come prima” di solito si pecca di superbia. Sta di fatto che se la stessa affermazione la facciamo per il festival di Woodstock, potremmo non essere smentiti. Dopo quei tre giorni di pace, amore e musica, tutto cambiò, perché alla manifestazione che si svolse a Bethel, nello stato di New York, dal 15 al 18 agosto 1969, arrivarono 500.000 spettatori (attenendosi alle stime meno gonfiate), pronte a cambiare il mondo. Sulla cronaca di quei giorni sono stati scritti molti libri, e quelli più recenti hanno attinto al libro di Joel Makower ristampato per il cinquantesimo anniversario del festival. Edito nel 1989 negli Stati Uniti e tre anni dopo in Italia, questo volume lascia da parte prassi giornalistica o di divulgazione, e dà la parola direttamente a chi è stato il protagonista di quei giorni: spettatori, ideatori, musicisti e addetti al festival; come se fosse una lunga intervista. Così in questo libro, direttamente dalle voci di Michael Lang, Joel Rosenman, John Roberts e Artie Kornfeld (ideatori del festival), dagli artisti come David Crosby, Ritchie Havens, Joan Baez, Paul Kantner, Sly Stone, Joe Cocker, per arrivare alle’altre figure che a vario titolo parteciparono alla realizzazione di Woodstock, si possono scoprire numerosi aneddoti e rivelazioni, sui tre giorni che cambiarono il mondo della musica.
Woodstock
Joel Makower
Bietti, 2019, pagg. 620, € 26,00
