di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Quando Solomon Burke decide di incidere un album, state sicuri che i più grandi nomi della scrittura musicale arrivano nel suo ‘regno’ per portare i propri ‘doni’: così è successo anche per Make Do With What You Got. Al cospetto del ‘King of Rock & Soul’ (questo è uno dei soprannomi di Burke), troviamo Dr. John, Van Morrison (entrambi con un brano composto apposta per l’occasione), Bob Dylan, Hank Williams e il duo Jagger-Richards; tutti pronti a offrire il proprio talento, per confezionare questo disco favoloso.

Nato a Philadelphia nel 1936, con alle spalle cinquant’anni di carriera, Solomon Burke è considerato uno dei più autorevoli esponenti del soul tradizionale. Dotato di una voce tra le più potenti e originali anche al di fuori del suo genere, con questo nuovo album dimostra che il talento e la fama non si sono annebbiati con gli anni. Il brano d’apertura mette subito in evidenza le sue doti: trascinato dalla chitarra stile stones di Ray Parker Jr., in I Need Your Love In My Life Solomon si presenta in tutto il suo vigore. Il tutto bissato dal brano successivo, What Good Am I?, in cui ‘porta’ il pezzo scritto da Dylan nel 1989, nel suo ‘mondo soul’, arricchendolo con sonorità gospel.

Questo è solo l’inizio: in tutto l’album l’anima nera di Burke si trova a tutto tondo, e lo dimostra con la sublime interpretazione del classico I Got The Blues (firmata nel 1971 dalla coppia Jagger-Richards); in cui il coro gospel (formato da Mora Lisa Young, Porta Griffin e Sweetpea Atkinson), l’organo soul di Rudy Copeland e la chitarra del già citato Ray Parker Jr., sommati alla voce del ‘King’, trovano il punto di intersezione dei tre stili della musica afroamericana.
Solomon sa però muoversi anche in ambiti più ‘bianchi’, come in It Makes No Difference di Robbie Robertson, in cui il suo intro si fa quasi country, con la voce che ricorda il compianto Johnny Cash, oppure nel rendere “nera” Wealth Won’t Save Your Soul, rural-ballad di Hank Williams.
Un posto d’onore bisogna riservarlo al brano At The Crossroads: una gemma scritta per questo disco da Van Morrison, dove Burke ricambia il ‘dono’ cantando nello stile dell’autore irlandese. Con l’album Make Do With What You Got (anche grazie all’aiuto alla produzione di Don Was), Salomon ridisegna ancora una volta i confini del soul, candidandosi seriamente ai Grammy Awards per il 2005.

Make Do With What You Got
Solomon Burke
Shout! Factory, distr. Sony BMG Music, 2005