di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net – Speaker’s Corner)
C’è proprio il senso del viaggio in Viaticum, l’ultima fatica degli E.S.T., il trio di Esbjörn Svensson (piano), che vede Dan Berglund al basso e Magnus Oström alle percussioni, e che da più di dieci anni propone una lettura svedese del jazz contemporaneo.
Questo nuovo album è un pellegrinaggio attraverso una musica ibrida, che si affida alla ricerca di atmosfere che vogliono sorpassare gli schemi. Come in The Unstable Table & The Infamous Fable o nel brano che dà il titolo all’album, dove dal classico sound del jazz-trio si passa a suoni quasi sperimentali, oppure nella ghost track (collocata in fondo all’ultimo brano), dove ci avvicina alla musica classica contemporanea.
Tutto il disco verte sul senso del “viaggio”, inteso come percorso di andata e ritorno (ma forse anche in un senso solo) e di condivisione di intenti verso una unica meta. Intenti affinati da un tour quasi ininterrotto che dura da più tre anni.
Ma la traccia del “viaggio” è solo uno spunto per aiutare l’ascoltatore a districarsi tra le varie atmosfere che si muovono all’interno dei brani. Ci si faccia aiutare per trovare il filo anche dai titoli dei pezzi.
Viaticum
E.S.T.
ACT, 2005
