di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net – Speaker’s Corner)
Non succede spesso che un critico musicale possa vantare di essere titolare di una collana di libri a suo nome, ma Massimo Cotto c’è riuscito e per i tipi di Aliberti pubblica ben due libri contemporaneamente, entrambi sotto la dicitura “Incontri. Le conversazioni di Massimo Cotto”.
Urlando contro il cielo è la prima uscita (ma in contemporanea è stato edito anche il secondo libro, dedicato a Vasco Rossi), e vede il giornalista a colloquio con Luciano Ligabue. In un’intervista-dialogo molto informale, dove traspare soprattutto la frequentazione tra i due, Cotto cerca di far ripercorrere al rocker di Correggio la propria esperienza artistica che può vantare trascorsi in ben tre arti: musica, letteratura e cinema.
In questo ultimo anno in effetti Ligabue è stato onnipresente, e fiumi di inchiostro (e di bit) si sono spesi intorno a lui. Pur riconoscendo la legittimità di capire cosa c’è dietro al mondo di un artista, a volte però il centrare tutto su pochi nomi porta a sovrapporsi. Ecco è proprio questo che il libro di Cotto fa, si accavalla con gli altri (e questo non è una sua colpa), ma in più porta poco di nuovo. Al critico si deve dar merito di cercare la chiave giusta per capire meglio il mondo del rocker, ma questo non avviene sempre. Alla fine ci si ritrova un po’ vuoti, avendo più dubbi che certezze.
Luciano Ligabue: Urlando contro il cielo
Massimo Cotto
Aliberti Editore, 2005
