di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Cristina Zavalloni è sicuramente una delle realtà musicali che più meritano attenzione nel panorama della musica italiana e oltre. È eclettica ed esuberante, due aggettivi che si adattano bene alla sua arte. Il primo si riferisce al campo d’azione in cui si muove: dal jazz alla lirica, dalla classica alla contemporanea, senza però fermarsi alle barriere dei generi e senza essere solo interprete, ma anche autrice e attrice delle proprie performance. Esuberante perché affronta l’arte vocale ponendo in primo piano l’aspetto del movimento sonoro, affrontando le note come i futuristi fecero con il nuovo concetto di velocità.
«Ho preparato questo lavoro di ritorno da una lunga luna di miele in Brasile», così presenta l’artista bologhese Idea, album progettato e scritto assieme al pianista Stefano De Bonis, che presenta brani cantati in italiano, inglese e, appunto, portoghese. Con questo disco la Zavalloni ancora una volta ci introduce nella sua sfera musicale, dove la voce è lo strumento principe, e dove lei “gioca” con le note riempiendo, accompagnando e diluendo il proprio canto con l’abile maestria dei musicisti (che oltre a De Bonis sono Antonio Borghini e Pietro Leveratto, contrabbasso, Gabriele Mirabassi, clarinetto, Gianluca Petrella, trombone, Cristian Calcagnile, batteria).
Idea
Cristina Zavalloni
Egea, distr, Egea
