di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

Come ogni anno sugli scaffali delle librerie e dei negozi di dischi troverete una serie innumerevole di prodotti pensati per essere ottimi regali: cd, dvd e libri, di o dedicati ai nomi più popolari del panorama “non classico”. Una rassegna che il più delle volte disorienta invece di aiutare; ecco qui sei piccole tappe, facili o alternative, per districarsi.

Per i figli degli anni ’60
Sono passati alla storia del rock come i “cattivi ragazzi”, eppure i giovani Rolling Stones inizialmente non si presentavano in maniera particolarmente trasgressiva (o almeno non come sono diventati anni dopo). Ed è proprio questo aspetto che trapela dal libro fotografico di Bent Rej The Rolling Stones: gli anni magici (Rizzoli, 2006, € 49,00); volume che presenta per la prima volta una raccolta di più di trecento immagini, quasi inedite, scattate dal fotografo danese dal marzo 1965 al maggio 1966, seguendo le “pietre rotolanti” nele loro tappe in giro per l’Europa e nell’intimità delle loro case.

Per i figli degli anni ’70
Dedicato ai primi passi di un’altra rock band è Greetings from E Street di Robert Santelli (Rizzoli, 2006, € 40,00), che ripercorre la formazione e le vicende del gruppo che ha contribuito a far nascere il mito di Bruce Springsteen, accompagnandolo per oltre trentacinque anni. Dai bar della riviera del New Jersey alla consacrazione dei tour mondiali, raccontati dal giornalista statunitense, con il contributo di tutta la band e l’utilizzo di foto inedite tratte dagli archivi personali della band. Questo volume ha anche la caratteristica di essere “pop up”, cioè fornito al suo interno di tasche e alloggiamenti, in cui vengono riprodotti i pass per il backstage, i bigletti dei concerti, due poster e molti altri memorabilia.

Alle radici
Pochi si ricordavano di Pete Seeger prima che Springsteen lo facesse conoscere al grande pubblico. È appunto sull’onda di questo successo che la Smithsonian Folkways Recordings (punto di riferimento per il recupero della tradizione musicale d’oltreoceano) ripubblica American Favorite Ballads vol. 1-4 (distr. Egea, 2002-2006). Quattro dischi con materiale registrato tra gli anni ’50 e ’60, comprendenti canzoni tradizionali che ben raccontano la cultura operaia e popolare, e dove il folksinger statunitense propone la propria versione di classici come Alabama Bound, Midnight Special, Jesse James, Froggie Went A Cuortin’, ecc. Gli album sono corredati da un libretto di 32 pagine, preziosissimi per le informazioni sui brani.

Per solidarietà
L’impiego di bambini tra i 6 e i 17 anni nei conflitti armati è una triste realtà: si stima che nel mondo siano più di 300.000 i fanciulli coinvolti in questa piaga. Per attirare l’attenzione verso questo problema è nato il progetto e il disco No Child Soldiers (O+ music/Harmonia Mundi, distr. Egea, 2006), che riunisce alcuni noti musicisti africani, come Alpha Blondy, Angélique Kidjo, Mama Keita, Ben Okafor, Rokia Traoré, Youssou N’Dour & Geoffrey Oryema, che da sempre combattono con la forza della musica queste problematiche.
I proventi della vendita del cd saranno devoluti a sostegno delle associazioni locali che si occupano attivamente dell’assistenza ai bambini coinvolti in questo flagello.

Vicino ai deboli
Da questa parte del mare di Gianmaria Testa (Fuorivia/Radio Fandango, distr. Edel, 2006) è una delle produzioni italiane più interessanti di quest’anno. Un concept album che ha per tema le migrazioni moderne, quelle che ogni giorno “toccano” le nostre coste. Più famoso in Francia che da noi, Testa affronta questo tema senza demagogia, cercando di descrivere le ragioni, dure e sofferte, che portano alla partenza, le conseguenti difficoltà per attraversare deserti e mari e il senso di sradicamento e di smarrimento che la migrazione porta con sé. Come annota lo stesso autore, «Non ho scritto per loro. Non ne sarei capace. Ho scritto per me e per quelli che, come me, stanno da questa parte del mare».

Lontano dagli acquisti
Per chi invece vuole vivere il clima natalizio distante dai regali, l’arrivo per la prima volta in Italia del Soweto Gospel Choir è sicuramente un evento da tenere in considerazione. Nato nel 2002 per celebrare la tradizione della musica gospel africana, il gruppo sudafricano, formato da 26 elementi (sotto la direzione di David Mulovhedzi), in breve tempo ha conquistato fama internazionale portando in giro per il mondo il messaggio di speranza della 46664 Foundation di Nelson Mandela per la lotta all’Hiv. Il Soweto Gospel Choir sarà a Roma (12 dicembre), Genova (13 e 14), Bergamo (15), Torino (16) e Brescia (17), e sicuramente restituirà un’atmosfera natalizia più genuina allontanandoci per qualche momento dalla frenesia consumistica.