di Riccardo Santangelo
(pubblicato su amadeusonline.net – Speaker’s Corner)
Forse, anche soltanto per sbaglio, vi sarà capitato di imbattervi nella world music. In quel genere “primitivo” che parte dal basso e riporta in primo piano le “radici” sonore dei popoli, dove possiamo trovare musica folklorica e secolare, popular music e sacra, d’arte e commerciale, eseguita sia da dilettanti che da professionisti. Nell’evo della globalizzazione, ancor più che in tutta la precedente storia umana, la musica si trasforma velocemente, acquistando varie identità, che poi sostanzialmente si trovano imparentate tra loro. La world music funge un po’ da collante comune tra tutte queste realtà, a volte con più evidenza e in altri casi in modo nascosto. Ma è anche vero che a causa della sua “espansione” ormai è divento difficile riuscire a definire in forma univoca, che cosa sia la “musica del mondo”.
Questo arduo e complesso compito prova a svolgerlo Philip V. Bohlman, docente di Musica e Studi Ebraici presso la University of Chicago, che in World Music – Una breve introduzione percorre il vastissimo territorio culturale e storico di questo genere musicale. Nel libro l’autore centra l’analisi intorno al concetto di “incontro”, sia quello personale dell’ascolto, che quello più culturale delo rapporto tra l’occidente e gli “altri suoni”, o meglio gli “altri suoi suoni”, visto che l’intera galassia musicale risulta contaminata.
Bohlman costruisce un libro sintetico, ma ricchissimo di informazioni, che ci permette di penetrare in modo diretto nei vari aspetti del genere, aiutati anche da una serie di esempi collegati a singoli musicisti, studiosi e repertori. World music – Una breve introduzione (edito nella collana Risonanze) è uno strumento preziosissimo per capire e avvicinarsi all’ universo sonoro delle musiche del mondo.
World Music – Una breve introduzione
Philip V. Bohlman
EDT, pagg. 236, 2006, € 12,00
