di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)
Netsayi Chigwendere solo anagraficamente non è nata in Africa, ma il suo legame con quell’immenso continente è indissolubile. Figlia di genitori rhodesiani rifugiati in Gran Bretagna, all’età di sette anni (dopo l’indipendenza della sua terra d’origine) Netsayi si stabilisce in Africa: «Come i bimbi che crescono in Zimbabwe, io e i miei fratelli non avevamo la televisione e passavamo le giornate a pitturare o ad ascoltare la radio». Ed è proprio ascoltando folk, blues, jazz, gospel e soul, artisti come Ray Phiri, Nina Simone, Sade, Hugh Masekela e Anita Baker, che Netsayi si appassiona al canto. Dopo una brillante carriera d’attrice (è stata una delle protagoniste della pièce teatrale Vagina Monologues alla Royal Albert Hall di Londra), e due anni di ricerca musicale e registrazioni tra Inghilterra, Sudafrica e Zimbabwe, la Chigwendere pubblica Chimurenga Soul, il suo primo album, che la critica d’oltre Manica ha accolto in maniera entusiastica. E infatti questo disco ci fa scoprire un’interprete (e un’autrice) d’assoluto livello, dalla rara versatilità canora. In Chimurenga Soul Netsayi narra storie che si rifanno alla realtà, alla vita di tutti i giorni, alle difficoltà quotidiane che si affrontano in Africa; ma nel suo racconto si coglie sempre una speranza profonda di vita, che non smette mai di essere presente. Ovviamente i ritmi africani compongono il filo conduttore del sound dell’album, ma con essi soul, rhythm’n’ blues e jazz creano un legame unico in cui la voce calda di Netsayi trova spazio per presentarsi al meglio.
Chimurenga Soul
Netsayi
World Connection, distr. Egea
