di Riccardo Santangelo
(pubblicato su Amadeus – Fuoritema)

C’è molta aria di paese nel disco di Germano Mazzocchetti. Aria di quei villaggi che al loro interno racchiudevano un mondo intero, fatto di vicende che, per quanto minime, costituivano per la comunità l’unica storia che valeva la pena di essere tramandata. Un mondo che in qualche modo si è nascosto o pareva definitivamente perduto, ma che lo stesso Mazzocchetti vuole far rivivere in questo disco. Infatti, il compositore d’origine abruzzese (noto soprattutto per le colonne sonore per la tv, il cinema e il teatro) con Testasghemba sembra mettere in musica tutte quelle suggestioni che a suo parere non sono perdute del tutto: partendo dal titolo del disco, ispirato al soprannome del calzolaio-filosofo del suo paese d’infanzia, una di quelle persone atipiche, ai margini ma dignitose, che delle piccole comunità rappresentavano un po’ la coscienza collettiva. In qualche modo attraverso questo personaggio il compositore ci porta in giro per il paese mostrandoci i riti, gli angoli e la vita, e come descrive lo scrittore Nicola Fano nelle note di copertina, «…il mondo del piccolo passeggio, delle vasche in corso, del salutarsi e risalutarsi continuamente, con un gesto, con un fischio, facendo su e giù per la strada principale. È un mondo nel quale ognuno ha un suo posto dignitoso, anche il diverso, come il Testasghemba: un personaggio che sicuramente ha attraversato anche la nostra vita». Ad accompagnare il compositore abruzzese (che qui suona la fisarmonica) troviamo un sestetto di musicisti di eccezionale valore, che ancora di più riescono ad dare credibilità alle atmosfere sonore, e le illustrazioni molto belle di Michelangelo Pace.

Testasghemba
Germano Mazzocchetti Ensemble
Egea Edizioni Discografiche, distr. Egea